Isola Cabrera

Isola Cabrera

Vista dal castello della splendida isola di Cabrera

Le imbarcazioni che portano fino alla vicina isola Cabrera partono ogni giorno dal porto di Sant Jordi: nei mesi che vanno da aprile ad ottobre c’è un traghetto al giorno e il costo del viaggio è di 40 euro ma ci sono altri pacchetti che si possono scegliere a prezzi differenti.

La principale compagnia di traghetti che porta sull’isola è la Excursions a Cabrera, ma, soprattutto in alta stagione, è indispensabile prenotare con un pò di anticipo se ci si vuole assicurare un posto: il numero di telefono dell’agenzia è 971 649 034.
Le prenotazioni possono essere fatte per telefono o di persona, presso il chiosco informazioni della compagnia, che si trova proprio sul porto da cui partono i traghetti.
Per la traversata, che è abbastanza lunga, è consigliabile portare un pasto; comunque, se non si provvede personalmente al pranzo, la compagnia mette a disposizione un buffet assortito a partire da 6 euro, che non include le bevande.
Comunque, l’isola di Cabrera, che in spagnolo vuol dire “capra”, si trova 18 chilometri a largo, in corrispondenza della località di Colonia de Sant Jordi, e non è altro che una piccola isola frastagliata ricoperta di folti boschi, non più larga di 7 chilometri e lunga circa 5 chilometri.

Un pò di storia dell’isola di Cabrera

Intorno a questo isolotto sono nate delle leggende che spesso vengono confuse con la storia.
Le voci sono molte: ad esempio, Plinio afferma che l’isola ha dato i natali ad Annibale; altre dicerie sostengono che i pirati usavano l’isola come nascondiglio o come luogo per passare l’inverno.
Infine, si dice che durante le Battaglie Napoleoniche, gli spagnoli abbiano abbandonato a Cabrera novemila prigionieri di guerra francesi; poi, l’esercito spagnolo si e’ completamente dimenticato di loro, e un terzo dei prigionieri sarebbe morto di fame e di malattia durante l’isolamento forzato sull’isolotto; fra tutte le storie narrate questa e’ quella che più si avvicina alla realtà storica.
Comunque, oggi l’isola è un Parco Naturale protetto.

Tempi di percorrenza per Cabrera

Il viaggio verso Cabrera è molto carino: come già detto, i traghetti partono da Sant Jordi e la gita dura, tutto il giorno.
Per arrivare a Cabrera ci vogliono circa 60 minuti di navigazione seguita da una veloce circumnavigazione dell’isolotto, sempre che il tempo lo permetta.
Il porto dell’isola si chiama Es Port, ed è formato da una piccola insenatura, dove le acque sono sempre calme, circondata da basse colline e fornita di un grazioso molo.

Cosa visitare a Cabrera

Una volta sbarcati, si può percorrere un sentiero che porta alle rovine del castello medievale, dal quale si hanno delle vedute panoramiche sull’isola e sull’oceano che lasciano a bocca aperta; per arrivare all’ antica fortezza ci vogliono circa venti minuti.
Purtroppo, è vietato avventurarsi per gran parte del territorio dell’isola, e non resta altro che affidarsi ai percorsi guidati.
In più, si può visitare il museo di Cabrera, con ingresso gratuito, che mostra e racconta la storia dell’isola attraverso pochissimi reperti archeologici rinvenuti sul territorio.
Durante il viaggio di ritorno la nave si ferma a Cova Blava: si tratta di una grotta che raggiunge i 160 metri di altezza ed è illuminata (naturalmente) da una luce blu…da questa strana atmosfera deriva il suo nome.
Durante questa breve fermata è possibile, per i passeggeri, fare un bagno in quelle splendide acque…una esperienza da non perdere!

 

 


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Parco Naturale Mondragò

Parco Naturale Mondragò

Il parco naturale di Mondragò e’ formato da una piccola striscia di terra che si trova sulla costa orientale immediatamente a sud della cittadina di Porto Petro.
Questa minuscola riserva e’ stata creata dal governo delle Baleari al fine di proteggere questo pezzo di territorio dallo sviluppo urbano.
L’area della riserva comprende diversi tipi di terreni: dalla costa alla collina, oltre a spiagge, pinete e boschetti.
Purtroppo, questa buona iniziativa ha avuto luogo un po’ tardi, precisamente nel 1990, quando ormai solo una minima parte di costa era rimasta incontaminata, e quindi era rimasto ben poco da proteggere; purtroppo, quindi, la maggior parte dell’area circostante e’ stata irrimediabilmente rovinata.
Ad ogni modo, la riserva naturale che e’ nata da pochi anni e’ ancora in via di sviluppo, e quindi puo’ rimanere un po’ difficile trovare la strada, in quanto le direzioni da prendere non sono molto ben segnalate sul tragitto.
Fondamentale per riuscire a raggiungere la zona, e’ cercare cartelli stradali che portano verso due principali parcheggi auto, entrambi raggiungibili dalla strada che porta da Porto Petro fino alla vicina località di Santanyì, la C717.
I due parcheggi si chiamano Fonts de N’Alis e S’Amarador.
Al parcheggio Fonts de N’Alis, che e’ il migliore dei due e che si trova a circa 100 metri dalla piccolissima località turistica di Cala Mondragò, troverete un centro accoglienza: qui vi saranno date delle mappe della riserva dove sono segnalati, in maniera piuttosto sommaria per il momento, i vari sentieri e le diverse stradine sterrate che percorrono tutto il parco.
Purtroppo non ci sono ancora guide dettagliate del posto, ma fortunatamente sono stati tracciati tre diversi percorsi, tutti molto semplici: due sono percorribili in un tempo medio di quaranta minuti, il terzo e’ ancora piu’ breve e ci vogliono solo venti minuti per completarlo; in ogni caso, accanto al centro turistico del parcheggio c’e’ un cartellone che mostra questi tracciati in modo molto affidabile, e quindi potrete sceglierne uno valutando attentamente il tragitto che preferite.
Per maggiori informazioni, il numero di telefono del centro accoglienza e’ 971 181 022.
Il secondo parcheggio, S’Amarador, si trova sul basso promontorio sul lato orientale della baia.

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Parco S’Albufera

Parco S’Albufera

Da Badia d’Alcudia, dove lo sviluppo turistico e’ notevole ed evidente, il paesaggio urbanizzato cambia in maniera drastica nel territorio del Parco Naturale di S’Albufera, una zona protetta che si estende dalla costa per circa 2000 acri: questo stacco totale da un paesaggio al suo esatto opposto costituisce gia’ in se’ uno spettacolo stupendo.
E pensare che solo negli ultimi anni, precisamente dopo il boom turistico degli anni sessanta, il governo ha organizzato questa area naturale allo scopo di proteggere la zona da un’ulteriore urbanizzazione e di preservare il poco territorio completamente naturale rimasto incontaminato sull’isola.
In ogni caso, la bonifica e la conseguente urbanizzazione della zona e’ cominciata all’inizio del diciannovesimo secolo essenzialmente per due motivi, tutt’altro che trascurabili: in primo luogo per cercare di debellare la malaria, che a quel tempo era un vero e proprio flagello per la popolazione; in secondo luogo perche’ c’era un serio bisogno di piu’ terreno edificabile ( visto la montuosità di questa parte di isola) e soprattutto di maggiori zone coltivabili e fattorie.
A questo scopo il governo impiegò ingenti somme di denaro e altrettanti sforzi, riuscendo alla fine a bonificare questa porzione di costa, un tempo occupata unicamente da paludi e acquitrini.
La bonifica su larga scala fu portata avanti da una compagnia inglese che creo’ una rete di canali e installo’ una potente macchina a vapore in grado di pompare fuori tutta l’ acqua.
In seguito, vennero impiegati ulteriori sistemi di drenaggio per una bonifica del territorio piu’ veloce e piu’ estesa: in particolare, il boom turistico degli anni sessanta determino’ il quasi totale prosciugamento della zona in questione e, come gia’ accennato, solo recentemente sono stati presi dei provvedimenti per salvaguardare il patrimonio naturale della costa.
Comunque il Parco Naturale di S’Albufera si trova a soli 6 chilometri a sud est dalla marina di Port d’Alcudia: percorrendo in questa direzione la strada C712 l’entrata del parco e’ segnalata chiaramente ed e’ quasi impossibile mancarla.
Dall’ingresso della riserva naturale parte una stradina di campagna, piuttosto ben tenuta, sulla quale e’ necessario continuare a piedi: infatti nel parco non sono ammesse vetture a motore di nessun genere.
In caso si arrivi a S’Albufera con il proprio mezzo, lo si puo’ parcheggiare nell’apposito parcheggio dell’Hotel Parc Natural, che si trova proprio di fronte all’entrata del parco, a pochi metri di distanza.
Un’alternativa alla macchina potrebbe essere quella di arrivare con l’autobus e di proseguire a piedi: ci sono molti servizi pubblici che partono da Port d’Alcudia e fermano proprio nelle vicinanze dell’entrata.
Comunque il metodo migliore rimane quello di spostarsi in bicicletta, anche all’interno del parco: dall’ingresso partono diversi sentieri pedonali e tragitti ciclabili che percorrono tutta la riserva, passando in mezzo a distese d’acqua e canneti, ottimi nascondigli per il birdwatching.
In ogni caso la prima cosa da fare e’ recarsi al centro accoglienza, Sa Roca, che si trova a circa un chilometro verso l’entroterra; qui e’ possibile avere, gratis, mappe dettagliate della zona, permessi e una lista dettagliata dei volatili che popolano la palude.
Infatti, questo e’ il luogo ideale per chi ama il birdwatching, in quanto sono state classificate piu’ di 200 specie di uccelli che vivono qui, incluse razze originarie dell’isola e difficilmente osservabili in altre zone.
Tra i tanti tipi di volatili da scovare, possiamo citare quelli della famiglia dei ralli, degli usignoli, delle capinere e delle rondini marine; inoltre, durante la primavera e l’autunno Maiorca “ospita” migrazioni di aironi, gru, pivieri, pavoncelli e beccacce d’acqua; mentre passano l’inverno sulla costa uccelli come gli aironi d’acqua e gli albatros.
Grazie alla ricchezza di prede presente nella palude, la zona e’ frequentata anche da piccoli rapaci come gheppi e albanelle.
In ogni caso, per provare a riconoscere le varie specie, oltre alla lista fornita all’entrata, nella reception c’e’ anche un vasto schermo che mostra “the wildlife”, con una breve introduzione a cio’ che troverete nel parco.
In piu’, adiacente al centro accoglienza c’e’ una piccola casetta dove sono riprodotte dettagliatamente la flora e la fauna della riserva naturale.
Certamente visitare questo posto puo’ essere una esperienza molto affascinante e interessante anche per chi non e’ un amante sfrenato della natura!

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Penisola Formentor

Penisola di Formentor

Uscendo dalla località di Port de Pollenca e dirigendosi a nord est, si arriva alla penisola Formentor, una lunga striscia di terra che si allunga nel mare per circa venti chilometri, e costituisce la parte centrale e piu’ settentrionale del vasto promontorio di Serra de Tramuntana, che protegge tutta la costa di questa area di Maiorca.

Come arrivare a Formentor

La strada da percorrere è molto piacevole, con belle vedute panoramiche, ma può diventare abbastanza affollata, soprattutto nei mesi estivi e nelle ore della giornata che vanno dalla tarda mattinata a metà pomeriggio: ma non c’è da stupirsi se così tante persone si spostano per arrivare all’estremo capo della penisola, in quanto da qui si possono gustare viste panoramiche meravigliose e alquanto bizzarre di tutto il grande golfo di Badia de Pollenca.
Quindi il tragitto che, appunto, parte da Port de Pollenca, costeggia poi un’area militare che si trova al confine del villaggio di mare, si addentra sulle colline che si trovano al principio della Penisola de Formentor, e diventa sempre piu’ suggestivo e popolato, ma questo non è che l’assaggio iniziale del fantastico scenario che vi attende alla fine del viaggio.
La prima tappa obbligata, non per particolari condizioni ma solo per la sua spettacolarità, è Mirador des Colomer, a 4 chilometri dalla cittadina: qui la scogliera che guarda a settentrione offre degli scorci panoramici sul mare e sull’isola veramente indimenticabili, e si rimane rapiti dalla magnificenza del paesaggio naturale di questa zona.

Spiaggia di Formentor

Comunque, continuando il percorso verso la punta della penisola, si arriva, dopo 5 chilometri di strada, al vasto parcheggio adiacente alla rinomata spiaggia di Platja de Formentor, sicuramente la migliore di tutta Maiorca e per questo la più frequentata in assoluto.
Questo angolo di costa è formato da una incantevole spiaggia di sabbia dorata, una lunga striscia di terra percorsa in tutta la sua lunghezza da piccole macchie di pini che forniscono una gradevolissima ombra, ideale per riposarsi durante le ore più calde della giornata.
Il paesaggio che si può gustare da Platja de Formentor è unico, con le montagne alle estremità della baia che dominano lo scenario, ma l’unica pecca di questa zona è che, essendo molto famosa, durante tutta l’alta stagione viene letteralmente invasa da turisti e diventa sovraffollata e caotica.
Per raggiungere questo lido ci sono vari mezzi, oltre alla propria macchina e percorrendo la panoramica strada di cui si parlava ampiamente all’inizio; infatti, ci si può arrivare con vari servizi di autobus, ma il modo migliore, il più affascinante, è tramite i traghetti che partono da Port de Pollenca; questi sono molto frequenti: da aprile ad ottobre ce ne sono 5 al giorno e il tempo di percorrenza è di trenta minuti; il costo del biglietto di andata e ritorno e’ di 7.50 euro.
Sempre in questa zona, e in particolare nel lato occidentale della spiaggia, si trova un fantastico complesso alberghiero, forse il più bello di tutta l’isola: questo e’ l’Hotel Formentor, e ci si può arrivare tramite una piccola stradina privata il cui unico punto d’arrivo e’ proprio l’hotel.

La Natura di Formentor

Prima di arrivare all’incrocio che porta al famoso albergo, la strada principale della penisola diventa sempre più intrigante ed affascinante: infatti, scorre in mezzo ad incantevoli boschetti di pini per poi arrampicarsi verso la cima del promontorio; ad un certo punto si dirige attraverso un lungo tunnel che passa sotto Mont Fumat, riemergendo poco dopo in prossimità del massiccio roccioso di Cap de Formentor, formato da una parte da un brullo promontorio, grigio e privo di vegetazione, dall’altra parte da una serie di collinette coperte da una fitta boscaglia.
Su questo massiccio si erge maestoso il faro argenteo che domina la vetta più alta della scogliera, e la piùu’ esposta ai venti dell’oceano: qui l’atmosfera tocca il massimo della suggestione, con la vasta visuale dell’isola e del mare sottostante e l’accompagnamento continuo del rumore dei venti.
Su questa sommità della penisola di Formentor, oltre alle spettacolari vedute, si possono ammirare anche diverse specie di volatili, come corvi, rondini e rondoni che sorvolano il cielo in ampi circoli nei mesi primaverili e durante le migrazioni estive; ovviamente, però, la maggior parte degli uccelli che popolano l’area sono acquatici, e volano a migliaia sopra il cielo del promontorio; i birdwatchers hanno notato una prevalenza di berte.

Infine, ricordiamo che all’interno di una parte del faro è presente un punto ristoro, per chi volesse fare uno spuntino prima di tornare indietro: si tratta di un semplicissimo café – ristorante, piuttosto mediocre e senza pretese, ma sempre molto popolato in quanto non ci sono concorrenti nelle immediate vicinanze!

Video di Formentor

Foto di spiaggia di Formentor

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Foto Promontorio di Formentor

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